A me patria si chjama Libartà,
Libartà, sempri, sempri si chjamarà.
A me patria si chjama Libartà,
Libartà, Libartà.
V'aghju scupartu un ghjornu incù pena,
Fiddoli di ss'umanità,
In u vosciu vicu c'era cateni,
Di miseria e di puvartà.
Vili inghjustizia ch'ha vita serena,
Mi so intesu spavintà,
Mà a me cuscenza pà scula i cateni,
Pratendi issa verità.
A me patria si chjama Libartà,
Libartà, sempri, sempri si chjamarà.
A me patria si chjama Libartà,
Libartà, Libartà.
Ghjenti di cori sparsi in quissu mondu
virtù e di predicà,
Se in certi loghi l'indicenza abonda,
Di i putenzi n'e a vulintà,
e incu issa fedi sarà sempr'incesu
U drittu in ss'umanità,
Mai piu un populu sarà appesu
Chjamendu issa verità.
A me patria si chjama Libartà,
Libartà, sempri, sempri si chjamarà.
A me patria si chjama Libartà,
Libartà, Libartà.
I Surghjenti – A me Patria*
Mi riempe il cuore d'orgoglio pensare a come gli italiani, nel corso del XIX (e parte del XX) secolo, abbiano lottato per l'indipendenza della propria Nazione. E' una di quelle cose di cui vado particolarmente fiero, da italiano.
Tuttavia, mi rattrista immensamente constatare come, ormai, l'unità nazionale non sia più una priorità. Quando anche qualcuno se ne interessa (in genere, comunque, sempre e solo per contrapporsi a tali 'seccessionisti'), lo fa dimenticandosi completamente che, purtroppo, questa non è ancora raggiunta.
Nonostante oltre un secolo di guerre e rivolte, difatti, non siamo riusciti a 'liberare' tutte le terre appartenenti alla nostra Nazione, cedendole anzi (in taluni casi) come fossero merce di scambio.
Mi riferisco, nella fattispecie, all'Istria e parte della Venezia Giulia, alla Corsica, all'alto Ticino, a Nizza, a Malta che, qualsiasi sia il concetto di 'Italia' che si vuole tenere in considerazione (geografica? Storica? Culturale?) dovrebbero oggi far parte della Repubblica.
Spesso si bolla (a torto) questi nuovi sentimenti irredentisti come nazionalisti (o peggio fascisti) per il semplice fatto che pochi (oltre loro) hanno portato tali argomenti tra le grandi masse. Si tende, inoltre, a giustificare lo status quo con improbabili scusanti quali 'gli abitanti di quelle terre non si sentono/non sono italiani' e simili, fino a scadere nel ridicolo di affermazioni quali 'non penso vogliano far parte di un paese di -mettere aggettivo a caso-' (a scelta tra pezzenti, ladri, mafiosi, sbandati et cetera).
A tutte queste obiezioni replico: è vero, spesso quelle terre sono abitate da genti straniere (slavi, genti germaniche) e le loro popolazioni non hanno un senso di appartenenza alla Nazione italiana (d'altronde, dopo secoli di separazione che sentimenti dovrebbero avere? E dagli stranieri che senso di italianità bisognerebbe aspettarcisi?), ma l'unità nazionale non è qualcosa che può essere barattato, soppesato, meditato e quant'altro.
Il XIX secolo ci ha lasciato, a mio parere, una delle più importanti eredità della Storia, quella delle Nazioni-Stato. Affiancato al regime democratico e repubblicano, a mio questo genera il migliore dei sistemi possibili, l'unico in grado di assicurare al contempo libertà, giustizia e la sopravvivenza della diversità culturale.
Uno Stato che non si identifichi con nessuna cultura, infatti, come potrebbe tutelarne? O la totale assenza di Stati, come potrebbe porre limiti e paletti volti a tutelare le popolazioni meno numerose o, comunque, meno propense ad 'espandersi'?
Io ritengo questo sia il giusto modo di volgerci verso il futuro nel rispetto della nostra Storia e delle nostre origini, consapevoli dunque di chi siamo e dove vogliamo andare.
L'unità nazionale non è questione che possa essere contrattata o, peggio, accantonata. Ne va di noi stessi.
Mi auguro che in futuro si rafforzi sempre più il sentimento nazionale, di italianità, e che lo faccia nel rispetto di se stessi e degli altri, con la consapevolezza di far parte di un mosaico di popoli a cui non si deve rinunciare.
Viva l'Italia!
Marco Luca Latronico
Riflessioni Ignoranti
*I Surghjenti sono un gruppo musicale indipendentista corso. Come altri (i Chjami Aghjalesi, Canta u populu corsu et cetera) trattano nei propri brani di libertà, di lotta armata e di indipendenza dall''odiata' Francia. Per maggiori informazioni, Google.